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FESTIVAL DELLE BASSE Cultura e gusto nelle terre delle acque. Tre giorni di appuntamenti con gli autori, concerti, spettacoli e incontri per i più piccoli, per riscoprire alcuni gioielli del patrimonio artistico e storico di questi luoghi e le eccellenze dell'enogastronomia locale, accompagnati da chef e produttori.
 
A sud della provincia di Padova, tra i Colli Euganei e il fiume Adige, esiste ancora una parte di campagna incontaminata dove il tempo sembra scorrere più lentamente e dove la terra scandisce, attraverso colori e profumi, il passaggio delle stagioni. Questi territori, attraversati da una fitta rete di corsi d'acqua e disseminati di antiche chiesette e monasteri, ville patrizie e borghi, sono ancora oggi capaci di raccontare la propria secolare cultura e storia. Qui, nell'ex Monastero di San Salvaro a Urbana (PD) - edificio risalente all'XI secolo d.C., che oggi ospita il Museo delle Antiche Vie - si svolge dal 5 al 7 giugno 2015 la prima edizione del Festival delle Basse.
Il Festival vuole essere un momento di incontro e approfondimento, ma anche un'occasione per riscoprire alcuni piccoli gioielli del patrimonio artistico e storico dei territori che si trovano in queste aree a sud delle provincie di Padova, Verona e Vicenza, storicamente identificate come "basse".
Si parte venerdì 5 giugno con una serie di iniziative all'insegna del gusto e della promozione territoriale. Protagonisti sono i produttori e gli chef chiamati a interpretare le materie prime locali in una serie di piatti che uniscono qualità e innovazione accompagnando il pubblico in una passeggiata attraverso la storia e le tradizioni di questi luoghi. Sul palco, a condurre la serata, Federico Quaranta - noto conduttore della trasmissione radiofonica Decanter in onda su Radio2 Rai e del programma Linea Verde Orizzonti su Rai1 - insieme al poliedrico Andy Luotto.
Nella giornata di sabato 6 giugno l'appuntamento è a partire dal pomeriggio con Roberto Corradi, scrittore e commediante, che presenta Il libro coniglio - un divertente esperimento letterario nato con gli ascoltatori della trasmissione di culto di Radio2 Rai, Il Ruggito del Coniglio - e, a seguire, con il fotografo e regista Simone Falso e la presentazione del progetto FuoriRotta, di cui è cofondatore insieme al regista Andrea Segre.
Alle 21 è, invece, il momento della musica con Ex Live di Cristiano Godano - noto leader dei Marlene Kuntz - e Giancarlo Onorato, un concerto di grande intensità emotiva ed energia sonora che partendo dalle pagine del romanzo di Onorato, porta live brani di artisti internazionali. A seguire, i musicisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba presentano OoopopoiooO, un suggestivo progetto musicale con theremin, voci, violino ed elettronica, a cavallo tra pop e sperimentazione sonora. Chiude la serata la performance teatrale Habitusmali, nata da un'idea del regista Matteo Tarasco.
Domenica 7 giugno appuntamento a partire dal primo pomeriggio con lo spettacolo Io sono un ladro di bestiame felice di Gek Tessaro, mentre, a seguire, salgono sul palco Marcello Fois, Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, intervistati da Massimo Cirri storico conduttore della trasmissione radiofonica Caterpillar in onda su Radio2 Rai. Chiude il pomeriggio il concerto della Piccola Bottega Baltazar che presenta alcuni brani dalla colonna sonora de La Prima Neve di Andrea Segre e del nuovo disco in uscita nei prossimi mesi.
Infine, nei giorni di Festival, ha spazio anche l’arte con la mostra Re del Tempo - che inaugura a maggio, all'interno del Museo delle Antiche Vie - parte del progetto “Teatro & Diversità” che Mirko Artuso conduce da quasi vent'anni per coinvolgere persone disabili di diverse età in attività di laboratorio teatrale e produzione di spettacoli. Saranno esposti una serie di disegni di Artuso e alcune delle lampade donate dall'azienda Modo Luce - prima sostenitrice dell'esposizione - e decorate da Artuso insieme ai ragazzi dei suoi laboratori. 
Il Festival delle Basse è un progetto promosso dal Comune di Urbana e realizzato in collaborazione con i Comuni di Montagnana, Merlara, Casale di Scodosia e Masi in provincia di Padova, con i Comuni di Terrazzo, Pressana e Bevilacqua in provincia di Verona e con il Comune di Pojana Maggiore in provincia di Vicenza.


 



ULTERIORI INFORMAZIONI OPERATIVE
Dal 5 al 7 giugno 2015
Ex Monastero di San Salvaro, Urbana (PD)
Ingresso libero
info@festivaldellebasse.it
www.festivaldellebasse.it


 
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    URBANA (PD)

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Sui dossi, circondati da avvallamenti e paludi, formati dalle piene e dall’irregolarità del corso dell'Adige, si stabilirono fin da età neolitiche gruppi umani che ricavavano le risorse per vivere dalle selve circostanti.     Poi sopraggiunsero i romani, soprattutto a partire dal I secolo a.C., quando ai veterani vittoriosi di Azio si diedero le terre della pianura padana. Sul territorio è ancora leggibile la romanità, espressa nella centuriazione e nelle testimonianze lapidee che talvolta affiorano durante le arature dei campi.   
Il toponimo stesso è di chiara origine romana, vuoi da un nome proprio, o dal termine "urbs", ad indicare l'antica città, o a ricordo di quella V Legione Urbana, vincitrice della battaglia di Azio, che diede il via alla colonizzazione di questi luoghi.    Ai romani si devono le prime bonifiche della zona, vanificate alla caduta dell'impero dall'abbandono delle opere di manutenzione, dalle inondazioni dell'Adige e degli altri corsi d'acqua, la più disastrosa nel 589. Ad aggiungere miseria, violenza e malattie scesero i popoli barbari, a più ondate, Longobardi, Franchi e infine Ungari.
Intorno al Mille la situazione comincia a migliorare con la presenza degli ordini monastici e degli Estensi.     E’ del 955 una donazione al monastero di S. Maria della Vangadizza in cui appare per la prima volta il toponimo di Urbana e del 1077 la conferma di beni ai marchesi d'Este da parte dell'imperatore Enrico IV.
Allora ripresero le opere di bonifica e di canalizzazione e le terre tornarono ad essere più produttive, permettendo alla popolazione di risollevarsi. Lungo i fiumi sorsero i primi mulini.
Dopo il periodo comunale Urbana, come tutto il territorio padovano, ebbe la turbinosa Signoria carrarese, che poco si preoccupò della realtà rurale della provincia. Soltanto con la dominazione veneziana (1405-1797) si verificò una reale svolta economica, soprattutto a partire dal cinquecento. Il patriziato veneziano acquistò in zona vaste proprietà terriere, erigendo splendide ville, i contadini abitavano invece i miseri casoni di paglia. L'ondata napoleonica fu breve, nel 1815 veniva sancito dal Congresso di Vienna il Regno del Lombardo-Veneto, sotto il dominio asburgico.
L'annessione del Veneto al Regno d'Italia e le successive vicende politiche non migliorarono in modo rilevante le condizioni del paese. Soltanto da pochi decenni l'agricoltura, praticata con mezzi moderni dai contadini proprietari delle terre e specializzata nelle coltivazioni ortofrutticole, ha incentivato il sorgere di attività collaterali di lavorazione e commercializzazione dei prodotti. Buona parte degli abitanti sono impegnati nelle numerose unità artigianali, dedite soprattutto a produzioni nel settore del mobile, dell'abbigliamento e dell’edilizia.
Nel territorio di Urbana si trovano ancora numerose ville di notevole valore artistico-storico, come la Fonseca, la Venier e Villa Capodivacca, pregevole esempio di architettura settecentesca.
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