Evento > Festa tirolese a Mazzantica

FESTA TIROLESE A MAZZANTICA 4^ edizione della Festa tirolese agli impianti sportivi da venerdì 24 a domenica 26 luglio. Gruppi musicale direttamente dal Tirolo e spettacoli per grandi e piccini; stand gastronomico con prodotti tipici. Anche quest'anno la frazione di Mazzantica non farà mancare l'appuntamento oramai tradizionale con la Festa tirolese. Vi accoglierà il personale in abito tipico dell'Alto Adige, per offrirvi birra a caduta.
Da venerdì 24 a domenica 26 luglio p.v. il centro sportivo di Mazzantica si veste a tema tirolese, per assaporare profumi e tradizioni del Sud Tirolo: il G.S.S. Mazzantica propone infatti una tre giorni ricca di spettacoli ed intrattenimenti a tema altoatesino, accompagnati da cibi tipici e birra fresca.
Si inizia venerdì 24 luglio alle ore 21 con la musica folkloristica degli Alpeband, per proseguire sabato 25 luglio alle ore 21 con i Die Verspielten. Domenica 26 luglio dalle ore 21 musica anni ’70, ’80 e ’90 con gli Spazio Maranza.
Tutte le sere sarà aperto lo stand enogastronomico con piatti tipici tirolesi come canederli allo speck e stinco di maiale con patate, accompagnati dalla migliore birra austriaca. Tra i dessert non mancheranno gli strudel di mele e la torta sacher.
Il Sindaco di Oppeano Pierluigi Giaretta ricorda che: “La Festa tirolese di Mazzantica è oramai diventata una tradizione imperdibile per la nostra comunità. L’auspicio è portare un po’ di cultura dell’Alto Adige a Mazzantica”.
Vi aspettiamo numerosi alla Festa tirolese di Mazzantica, per immergervi appieno nell’atmosfera dell’Alto Adige.


ULTERIORI INFORMAZIONI OPERATIVE
Un grande parcheggio si trova nelle vicinanze degli impianti sportivi. Il medesimo parcheggio è a a serivizio della Chiesa, in piazza Pieve Antica, nome che rimanda all'orgine medievale del luogo di culto di Mazzantica. La frazione ha circa 800 abitanti ed è ben servita da straede provinciali e statali. L'uscita più vicina della S.S. 434 è Vallese/Bovolone. Presso l'area impianti sportivi troverete anche un'area attrezzata per bambini.
  • piazza mazzantica
    oppeano (VR)

COMUNE DI OPPEANO


Oppeano si trova inserito nella direttrice di importanti vie di comunicazione stradale che consentono un’agevole mobilità delle persone e delle merci, quali la S.S. 434 “Transpolesana” e la futura “Mediana” di collegamento del casello di Nogarole Rocca dell’autostrada del Brennero con il casello di Soave dell’autostrada Brescia-Padova. Tale viabilità ha determinato (e determinerà ancor più negli anni) un forte impulso urbanistico.
Contatti Aziendali
piazza gilberto altichieri, 1
37050 - oppeano (VR)
+390457139238 www.comune.oppeano.vr.it
Ulteriori informazioni
Le origini del paese sono remote: nel nostro territorio presero stanza popolazioni di provenienza ignota, forse risalenti all'età neolitica (fine III millennio a.C.) e a quella del Bronzo (II millennio). In quelle epoche si sviluppò nel veronese la civiltà dei palafitticoli: tracce delle loro abitazioni, con utensili di pietra e terracotta, sono state trovate nelle ricche torbiere di Vallese e Feniletto alla fine dell'800 e agli inizi del 900. A Feniletto è stata anche ritrovata una palafitta, che probabilmente sorgeva in una zona boscosa al largo di un ampio stagno, posta su pali di quercia e castagno e munita di una lunga passerella pure su pali che la collegava al terrazzo alluvionale depositato dal fiume Adige, del cui passaggio i dossi portano tutt'ora testimonianza. Molto più importanti e ricchi sono i segni lasciati dalla civiltà Atestina, che dall'Adige prende il nome: i sepolcreti ritrovati alla Montara, alle Franchine e a Ca' del Ferro sono i ritrovamenti più importanti dopo quelli di Este. Gli Atestini bruciavano i cadaveri dei defunti, ne raccoglievano le ceneri e le conservavano in olle funerarie, che per lo più venivano a loro volta racchiuse in vasi di terra variamente decorati con oggetti cari al defunto, quali aghi, anelli, amuleti, fibule, cinturoni in bronzo, punte di freccia e pugnali. Il cimelio più prezioso che reca lustro al Comune è comunque “l'Elmo di Oppeano”, ritrovato in località Montara e custodito nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze: si tratta di un assai curioso copricapo bronzeo in forma conica, decorato esternamente con punzonature raffiguranti cavalli e uno strano quadrupede. Anche nel SIC (Sito d’Interesse Comunitario) della “valle”, ovvero la vasta ed umida bassura che delimita l'espansione settentrionale dell'abitato odierno, sono stati ritrovati numerosi insediamenti palafitticoli paleoveneti, custoditi ora in vari Musei italiani e, in piccola parte, nel locale Museo Civico.
Il nome Oppeano deriva, secondo citazioni risalenti alla fine del IX secolo d.C., da “Opdanum”, oppure “Oppidanum”, oppure “Castropedanum” (rimandi all’idea di borgo fortificato) o da “Eupedanum” (che suggerisce ai grecisti l’idea di bella pianura comodamente abitabile). Nel Medioevo il nucleo del capoluogo era formato dal campanile romanico della Pieve e dalla Torre di Ezzelino agli angoli e dalla Torre Civica al centro della Piazza: un profilo caratteristico che successivamente, in epoca veneziana, si costella di complessi architettonici di rilevanti dimensioni, quali le corti rurali, che ancor oggi emergono qua e là tra le terre appena seminate e talvolta anche in centro paese. Parallelamente a queste imponenti emergenze architettoniche si hanno i minuti affioramenti di capitelli disseminati nelle contrade, che affiancano gli oratori privati di qualche corte, segni delle religiosità assieme alle Chiese Parrocchiali, sentimento che si perpetua ancor oggi nelle sagre dei paesi, commistione di elementi sacri ed elementi popolari che nel loro intrecciarsi costituiscono lo spirito della festa. Dopo gli Scaligeri e la breve parentesi viscontea, il territorio oppeanese rimase quasi ininterrottamente per 4 secoli sotto la giurisdizione veneziana (1405 – 1797). 
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