Evento > Giotto e i cicli pittorici del Trecento a Padova

GIOTTO E I CICLI PITTORICI DEL TRECENTO A PADOVA Presentazione della nuova guida Padova sarà presente a EXPO 2015 all’interno dell’esposizione dedicata a Giotto, che si terrà a Palazzo Reale, Milano dal 2 settembre 2015 al 10 gennaio 2016. La partecipazione è legata al prestito alla mostra della tavola Eterno Padre, conservata presso i Musei Civici agli Eremitani.
In concomitanza con la mostra milanese la città intende promuovere il periodo di fervida vitalità culturale che ha attraversato nel XIV secolo. Una delle principali azioni avviate per diffondere la conoscenza di questo periodo è stata la realizzazione di una nuova guida, edita da SKIRA, che descrive i nove siti in cui sono conservate le più significative testimonianze della pittura del trecento a Padova.
La guida affianca  la candidatura dei cicli pittorici alla World Heritage List UNESCO.
La pittura trecentesca a Padova conobbe il suo avvio con l’arrivo di Giotto in città, chiamato intorno al 1302, probabilmente dai Frati Minori della Basilica di Sant’Antonio per eseguire alcuni affreschi nel convento e nella chiesa.
Durante il suo soggiorno Enrico Scrovegni commissionò l’opera oggi conosciuta in tutto il mondo quale capolavoro dell’artista: la Cappella degli Scrovegni.
Per tutto il secolo gli artisti attivi a Padova (Pietro e Giuliano da Rimini, Guariento; Giusto de’ Menabuoi; Jacopo Avanzi; Altichiero, Jacopo da Verona) rielaborarono in maniera originale e autonoma il linguaggio del grande Maestro, dando luogo a un rinnovamento stilistico di portata nazionale ed internazionale. La Cappella degli Scrovegni rappresenta il punto di partenza di questo fenomeno con la Basilica del Santo, il Palazzo della Ragione, i Musei  Civici agli Eremitani, la Cappella della Reggia Carrarese, l’Oratorio di San Giorgio, la Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo agli Eremitani, il Battistero della Cattedrale, l’Oratorio di San Michele, che custodiscono importanti testimonianze pittoriche di analogo valore artistico e culturale. Tutti i cicli sono stati oggetto di restauri esemplari e sono pienamente fruibili dal pubblico.
In questa straordinaria stagione culturale, promossa dalla Signoria e dalle famiglie più in vista della città, si distingue anche una committente femminile, Fina Buzzaccarini (sposa del signore Francesco I da Carrara), significativa per l’epoca.
La guida pone particolare attenzione ai forti elementi di novità che rendono la Padova trecentesca una tappa fondamentale del percorso che, dal tardo Medioevo, conduce alle origini del Rinascimento. Mai fino ad ora Padova aveva rivolto uno sguardo così attento alle ricchissime testimonianze trecentesche, che saranno meta di percorsi di visita mirati.

 


ULTERIORI INFORMAZIONI OPERATIVE
Musei Civici agli Eremitani, piazza Eremitani 8
tel. +39 049 8204551
orario: tutto l'anno 09:00-19:00
chiusura: tutti i lunedì non festivi
musei@comune.padova.it
http://padovacultura.padovanet.it/it/musei

Per raggiungere i Musei Civici, la Cappella degli Scrovegni e il centro storico di Padova
dalla stazione FF.SS.: autobus 3/10/12 (nei giorni festivi 42), metrotram;
in auto e pullman: uscita autostrada Padova Est, parcheggio Fiera,parcheggio della Pace ex piazzale Boschetti; uscita autostrada Padova Sud e Ovest, parcheggi Prato della Valle con servizio minibus per il centro città, via Valeri (laterale di via Trieste), piazza Insurrezione.
  • piazza Eremitani 8
    Padova (PD)
  • piazza del Santo
    Padova (PD)
  • piazza del Duomo
    Padova (PD)
  • piazzetta San Michele
    Padova (PD)

COMUNE DI PADOVA - SETTORE MUSEI E BIBLIOTECHE


Il complesso dei Musei Civici comprende il Museo Archeologico e la Pinacoteca del Museo d’Arte, la Cappella degli Scrovegni, Palazzo Zuckermann (Museo Bottacin e Museo d’Arti Applicate e Decorative) e si configura come una vera e propria cittadella museale, che si snoda intorno all’anello dell’Arena Romana di Piazza Eremitani. Il complesso, oltre a conservare le collezioni permanenti di proprietà civica, è sede di manifestazioni culturali, mostre temporanee, concerti, convegni, presentazioni.
Contatti Aziendali
via Porciglia 35
35121 - Padova (PD)
+39 049 8204513 padovacultura.padovanet.it/musei
Ulteriori informazioni
Il Complesso dei Musei Civici ha le sue origini nel nucleo di opere d'arte che erano anticamente poste a decorazione della sede civica. A seguito dell'ufficiale istituzione del 1857, arrivarono raccolte di libri, dipinti, sculture, collezioni di arti applicate che documentano, attraverso i materiali, la storia di Padova dalle origini ai nostri giorni. Dal 1985 la sede è stata trasferita nei chiostri dell'ex convento degli Eremitani, restaurati su progetto di Franco Albini.
Il primo nucleo del Museo Archeologico risale alla raccolta lapidaria disposta nelle logge del Palazzo della Ragione (1825). Il percorso espositivo inizia dall'epoca preromana, con reperti datati dall'VIII al IV-III sec. a.C. Unica per importanza è la serie di stele funerarie venetiche, tra cui spiccano quelle di Camin e di Ostiala Gallenia. Ricchissima la sezione romana con il bellissimo busto di Sileno, il raffinato cippo della giocoliera e mima Claudia Toreuma, la monumentale edicola dei Volumnii; numerosi i mosaici. Nelle sale egizie spiccano le due statue della dea Sekhmet. Altre salette sono riservate ai materiali greci, etruschi, italioti e l'importante raccolta di vasi greci e apuli donata da C. Casuccio. Nel chiostro sono esposte le testimonianze architettoniche d'età romana.
Il Museo d’Arte, formatosi a partire da fine ‘700, vanta un patrimonio di circa tremila dipinti e offre una panoramica della pittura veneta dall’inizio del ‘300 al ‘900. Vi figurano opere di Giotto, Guariento, Bellini, Giorgione, Tiziano, Romanino, Bassano, Veronese, Tintoretto, Strozzi, Piazzetta, Tiepolo, ma anche dipinti di artisti stranieri, soprattutto fiamminghi e olandesi. Il Lapidario raccoglie frammenti architettonico-decorativi provenienti da Padova e dal territorio. Ricca la collezione di sculture dal Trecento al Settecento, con opere di Briosco, dei Lombardo, di Canova e l’importante raccolta di bronzetti, arte in cui Padova eccelse nel Rinascimento.
Parte integrante del percorso museale è la Cappella degli Scrovegni. Nell'anno 1300 Enrico Scrovegni, acquistò la zona dell'Arena Romana per farvi costruire il suo palazzo. A fianco volle edificare una cappella dedicata alla Vergine in suffragio dell'anima di suo padre Reginaldo, l'usuraio ricordato da Dante nel Canto XVII dell'Inferno. Dopo averlo conosciuto probabilmente nel cantiere della Basilica di S. Antonio, lo Scrovegni commissionò la decorazione murale della cappella a Giotto, che vi lavorò dal 1303 al 1305. Gli affreschi coprono completamente le pareti e la volta dell'edificio, narrando gli episodi della vita di Maria e di Cristo. Il soffitto è azzurro trapunto di stelle; lo attraversano tre fasce decorative con le figure dei profeti. Nella parte bassa è imitato un basamento di lastre di marmo; entro nicchie i Vizi e le Virtù. Sopra la porta d'ingresso si trova il Giudizio Universale. Il crocefisso che un tempo completava la decorazione della Cappella, oggi si può ammirare in una sala del Museo Civico. Sull'altare statue di Giovanni Pisano.
La Sala Multimediale ospita un percorso in cui si susseguono postazioni multimediali di realtà virtuale, filmati e  ricostruzioni reali. Il visitatore può immergersi totalmente nel mondo trecentesco e nella pittura di Giotto e soddisfare ogni curiosità relativa al grande maestro toscano, alla sua opera, al contesto in cui ha operato. Il progetto viene anche incontro alla necessità di regolare i flussi di visita alla Cappella in vista della salvaguardia degli affreschi.
Palazzo Zuckermann fu progettato dall’architetto milanese Aroso negli anni che precedono il primo conflitto mondiale, in stile ancora ottocentesco, su incarico dell’industriale Enrico Zuckermann. Prospiciente il complesso dei Musei Civici, ospita al piano terreno e al primo piano le collezioni di arti applicate e decorative e, al secondo piano, il Museo numismatico Bottacin.
 
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